Il 13 luglio di quest’anno [2013] il Tribunale di Belluno ha pronunciato una sentenza di condanna a due anni con la sospensione condizionale della pena, riconoscendo le attuanti a un uomo che aveva compiuto uno stupro minacciando la vittima con un’ascia. Al Pm, che aveva chiesto 7 anni per l’imputato, il giudice ha obiettato che: “La donna, del resto, era consapevole del debole che il… nutriva per lei; è la stessa ad aver riferito in aula che il… già da tempo, si era mostrato galante nei suoi confronti. Pertanto, sotto il profilo della concreta offesa arrecata, si deve desumere che verosimilmente vi fu all’inizio dell’incontro una accettazione da parte della donna della possibilità che la situazione con il… potesse andare oltre”. Parole che oggi fanno sorgere una domanda soltanto: a cosa è servito celebrare ogni anno, dal 1999 in poi, la data del 25 novembre come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne con cui le Nazioni Unite invitano i governi a combattere il fenomeno?


LUISA BETTI DAKLI

da https://donnexdiritti.com del 24 novembre 2013

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